Il Decreto Legge n. 91 del 24 giugno 2014, entrato in vigore il giorno successivo e convertito in Legge l’11 agosto 2014, ha istituito un credito d’imposta a favore delle imprese che investono in beni strumentali nuovi, ovvero in macchinari e apparecchiature comprese nella divisione 28 della Tabella ATECO 2007 (Allegato_decr._competitivit-_tabella_28_-_ateco), destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato (si rimanda anche alla nostra circolare 17).

L’incentivo fiscale riguarda gli investimenti effettuati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015, andando ad
interessare due periodi d’imposta.
L’agevolazione è rivolta ai titolari di reddito d’impresa, a prescindere dal regime contabile, e quindi oltre alle società riguarda:

  • gli imprenditori individuali che si avvalgono del nuovo regime agevolato di cui alla L. 190/2014;
  • gli imprenditori individuali che si avvalgono del regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile di cui all’art. 27 del DL 98/2011;
  • gli imprenditori agricoli, se superano i limiti stabiliti dall’art. 32 del TUIR per la determinazione del reddito agrario (e che quindi diventano titolari anche di reddito d’impresa);
  • gli enti non commerciali (limitatamente al reddito d’impresa derivante dall’attività commerciale esercitata);
  • le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.

Anche i soggetti di nuova costituzione possono avvalersi del nuovo beneficio, mentre restano esclusi i lavoratori autonomi e i professionisti.

I beni strumentali agevolabili sono nuovi macchinari e apparecchiature facenti parte della divisione 28 della Tabella ATECO 2007, quali ad esempio:

  • macchine di impiego generale;
  • macchine per l’agricoltura e la silvicoltura;
  • macchine per la formatura dei metalli e altre macchine utensili;
  • macchine per impieghi speciali, quali quelle utilizzate nelle industrie tessili e della carta.

Sono agevolabili gli investimenti effettuati mediante acquisto, leasing e appalto.
Al fine di individuare il momento di effettuazione dell’investimento, occorre fare riferimento:

  • per l’acquisto dei beni mobili, alla data di consegna o spedizione dei beni ovvero, se successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale;
  • per le prestazioni di servizi, alla data in cui le prestazioni si considerano ultimate;
  • per gli investimenti mediante leasing, alla data in cui il bene è consegnato.
  • per gli investimenti mediante appalto, alla data di ultimazione della prestazione oppure alla data di accettazione dello stato di avanzamento dei lavori da parte del committente.

Non sono agevolabili gli investimenti:

  • in immobili, autoveicoli e computer, a meno che questi ultimi non siano parti indispensabili al funzionamento di beni complessi inclusi nella divisione 28;
  • il cui progetto nel complesso (non il singolo bene) sia di importo unitario inferiore a 10.000,00 euro; a tal proposito assumono rilevanza, oltre al prezzo del bene ovvero dei beni facenti parte del medesimo progetto di investimento, anche gli oneri accessori di diretta imputazione, quali ad esempio il trasporto e il montaggio, nonché l’eventuale IVA indetraibile;
  • aventi ad oggetto beni usati, ossia beni a qualunque titolo già utilizzati;
  • in beni “merce” e materiali di consumo.

Il credito d’imposta è pari al 15% della differenza tra:

  • gli investimenti agevolabili effettuati nel periodo d’imposta di riferimento (2014 o 2015);
  • la media degli investimenti nei beni agevolabili realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

La suddetta media deve essere calcolata con riferimento al quinquennio:

  • 2009-2013, per gli investimenti 2014 (25.6.2014 – 31.12.2014);
  • 2010-2014, per gli investimenti 2015 (1.1.2015 – 30.6.2015).

Il credito d’imposta:

  • è ripartito in tre quote annuali di pari importo;
  • è utilizzabile in compensazione mediante il modello F24.

La prima quota del credito d’imposta è utilizzabile a partire dal 1° gennaio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento e, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, così come segue:

  • in caso di investimenti effettuati nel 2014, la prima quota è utilizzabile dal 1° gennaio 2016, la seconda dal 1° gennaio 2017 e la terza dal 1° gennaio 2018;
  • in caso di investimenti effettuati nel 2015, la prima quota è utilizzabile dal 1° gennaio 2017, la seconda dal 1° gennaio 2018 e la terza dal 1° gennaio 2019.

In caso di mancato utilizzo per incapienza in tutto o in parte di tale importo nei predetti limiti, l’ammontare residuo potrà essere utilizzato nel successivo periodo d’imposta, andando a sommarsi alla quota fruibile in quel periodo d’imposta.

Il credito d’imposta deve essere indicato nel quadro RU:

  • della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale è maturato, vale a dire il periodo d’imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti agevolati;
  • delle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel corso del quale se ne conclude l’utilizzo.

L’agevolazione viene revocata nel caso in cui:

  • l’imprenditore, prima del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui avviene l’acquisto ceda i beni agevolati a terzi oppure destini i beni a finalità estranee all’esercizio d’impresa. In particolare l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i beni acquistati nel 2014 devono essere conservati nel patrimonio dell’impresa fino al 31 dicembre 2015, mentre quelli acquistati nel 2015 fino al 31 dicembre 2016.
  • l’imprenditore trasferisca i beni agevolati in strutture produttive situate al di fuori dello Stato, anche se appartenenti al soggetto beneficiario dell’agevolazione. In particolare qualora il trasferimento avvenga entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento. Quindi, in caso di acquisto del bene nel periodo d’imposta 2014, con indicazione del relativo credito d’imposta in UNICO 2015, la causa di revoca opera se il bene viene trasferito fuori dal territorio dello Stato entro il 31 dicembre 2019, mentre in caso di investimenti effettuati nel 2015, per i quali l’importo del relativo credito d’imposta viene indicato in UNICO 2016, la causa di revoca opera se il trasferimento fuori dal territorio dello Stato avviene entro il 31 dicembre 2020.

Al seguente credito d’imposta non si applicano:

  • il limite annuale per l’utilizzo dei crediti d’imposta di cui al quadro RU pari a 250.000 euro, che quindi può essere utilizzato senza alcun limite quantitativo;
  • il limite annuale alle compensazioni nel modello F24, innalzato a 700.000 euro dal 1° gennaio 2014;
  • il divieto di compensazione nel modello F24 in presenza di debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, ovvero derivanti da accertamenti esecutivi emessi dal 1° ottobre 2011, di ammontare superiore a 1.500 euro e per i quali sia scaduto il termine di pagamento.

L’agevolazione, sebbene la norma non ne faccia espresso riferimento, dovrebbe essere cumulabile con l’aiuto alla
crescita economica (ACE), con la c.d. “Nuova Sabatini” di cui all’art. 2 del DL 69/2013, con il credito d’imposta per l’attività di ricerca e sviluppo e quello per la ristrutturazione degli alberghi, mentre non è cumulabile con la
detrazione IRPEF/IRES del 55% per le spese di riqualificazione energetica.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi