È stata pubblicata sulla G.U. n. 300 del 29.12.2014 la Legge di stabilità per il 2015 (Legge 23.12.2014, n. 190), che è entrata in vigore l’1 gennaio 2015.

La presente lettera informativa fornisce un’analisi delle principali novità fiscali introdotte dal provvedimento ed in particolare si occuperà dei seguenti aspetti (in ordine di comma):

  1. NOVITA’ IRAP – commi da 20 a 25
  2. CREDITO D’IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO – commi 35 e 36
  3. DETRAZIONE INTERVENTI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA – comma 47, lett. a)
  4. DETRAZIONE INTERVENTI RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO – comma 47, lett. b)
  5. NUOVO REGIME FISCALE FORFETARIO – commi da 54 a 89
  6. RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI – commi 626 e 627
  7. ESTENSIONE REVERSE CHARGE – commi 629, lett. a), 631 e 632
  8. “SPLIT PAYMENT” – commi 629 lett. b) e c), 630, 632 e 633
  9. NUOVO RAVVEDIMENTO OPEROSO – commi da 634 a 640
  10. DICHIARAZIONE IVA – comma 641

 

1) NOVITA’ IRAP – commi da 20 a 25

Con l’introduzione del nuovo comma 4-octies all’art. 11 del D. Lgs. N. 446/97, nella determinazione del valore della produzione IRAP è ammessa in deduzione la differenza tra:
il costo complessivo per i dipendenti assunti con contratto a tempo indeter­mi­nato anche parziale (di tipo orizzontale, verticale e misto);
le deduzioni già attualmente applicabili ex art. 11 a fronte dell’impiego di personale (premio INAIL, cuneo fiscale, contributi previdenziali, apprendisti, disabili, CFL e addetti alla ricerca e sviluppo, deduzioni per incremento base occupazionale e fino a cinque dipendenti).

In definitiva, diver­ranno inte­ramente deducibili dalla base imponibile IRAP i costi riguardanti i dipendenti a tempo indeterminato.

SOGGETTI BENEFICIARI
Il beneficio spetta:

  • alle imprese, comprese banche, società finanziarie ed as­si­cu­razioni;
  • ai titolari di reddito di lavoro autonomo (professionisti individuali e studi associati);
  • ai produttori agricoli titolari di reddito agrario.

L’agevolazione dovrebbe spettare anche agli enti non commerciali ed alle Am­ministrazioni Pubbliche con riferimento ai soli dipendenti impiegati nell’attività commerciale eventualmente esercitata, in via non prevalente (l’impiego può essere anche “promiscuo” fra attività istituzionale e commerciale).

In sede di approvazione è stato anche riconosciuto un credito d’imposta, pari al 10% dell’IRAP lorda, a favore di quei soggetti che non impiegano lavoratori dipendenti, né a tempo indeterminato (anche part time), né a tempo determinato (anche part time).
La fruizione spetta invece nell’ipotesi di impiego di collaboratori a progetto o collaboratori occasionali.
Le novità IRAP appena descritte valgono a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 (2015 per i soggetti “solari”).

2) CREDITO D’IMPOSTA RICERCA & SVILUPPO – commi 35 e 36

E’ stata riscritta la disciplina del credito d’imposta a favore delle imprese che investono in at­tività di ricerca e sviluppo.
La “nuova” agevolazione è riconosciuta per gli inve­sti­men­ti in attività di ricerca e sviluppo effettuati da tutte le imprese (indi­pen­den­temente dalla forma giuridica, dal settore economico, dal regime contabile adottato) nel periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2014 e fino a quel­lo in corso al 31.12.2019 (per i soggetti “solari” sono agevolabili gli inve­stimenti effettuati dal 2015 al 2019).

ATTIVITA’ AGEVOLABILI
Le attività agevolabili sono:

  • lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalità l’ac­qui­sizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osser­vabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni prati­che diret­te;
  • ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove cono­scenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, ne­ces­saria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui al seguente punto;
  • acquisizione, combinazione, strutturazione ed utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati o altre attività destinate alla defi­nizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concer­nenti nuovi prodotti, processi e servizi;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Non si considerano, invece, attività di ricerca e sviluppo le modifiche ordinarie o periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbrica­zio­ne, servizi esistenti e altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rap­pre­sentino miglioramenti.

SPESE AGEVOLABILI
Ai fini della determinazione del credito d’imposta sono agevolabili le spese relative a:

  • personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e svilup­po, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, ovvero iscritto ad un ciclo di dottorato presso una università italiana o estera, ovvero in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico;
  • quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di stru­menti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo ottenuto applicando i coefficienti stabiliti con apposito DM, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comun­que con un costo unitario non inferiore a 2.000,00 euro (IVA esclusa);
  • spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricer­ca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start up inno­vative;
  • competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione in­dustriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semi­con­dut­tori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

MISURA AGEVOLAZIONE
Il credito d’imposta è riconosciuto:

  • nella misura del 25% delle spese soste­nute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31.12.2015 (2012, 2013 e 2014, per i soggetti “solari”). La misura è elevata al 50% con riferimento alle spese:
    • per personale altamente qualificato;
    • per contratti di ricerca “extra muros”.
  • fino ad un importo massimo annuo di 5 milioni di euro;
  • sempreché siano sostenute spese per atti­vità di ricerca e sviluppo almeno pari a 30.000,00 euro.

UTILIZZO DEL CREDITO
Il credito d’imposta:

  • deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi;
  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24;

Ai fini dell’utilizzo del credito non si applica:

  • il limite annuale di utilizzazione dei crediti d’imposta da quadro RU, pari a 250.000,00 euro;
  • il limite massimo annuale per la compensazione, pari a 700.000,00 euro.

 

3) DETRAZIONE INTERVENTI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA – comma 47, lett. a)

A seguito delle modifiche apportate all’art. 14 del D.L. n. 63/2013, la detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energe­tica degli edifici (anche relativi a parti comuni di edifici condominiali) è riconosciuta nella misura del 65% per le spese sostenute fino al 31.12.2015.
La detrazione è estesa anche alle spese sostenute per:

  • l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari sostenute dall’1.1.2015 al 31.12.2015, fino a un valore massimo della detra­zio­ne di 60.000,00 euro;
  • l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione inver­nale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, sostenute dall’1.1.2015 al 31.12.2015, nel limite massi­mo di detrazione pari a 30.000,00 euro.

4) DETRAZIONE INTERVENTI RECUPERO PATRIMONIO EDILIZIO – comma 47, lett. b)

È prorogata dal 31/12/2014 al 31/12/2015 la detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per interventi volti al recupero del patrimonio edilizio.
Resta immutato il limite massimo di spesa detraibile, pari a 96.000,00 euro.

“BONUS MOBILI” E “BONUS ARREDAMENTO”
E’ prorogata fino al 31/12/2015 la detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodo­mestici adibiti all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione:

  • nel limite massimo di spesa pari a 10.000,00 euro;
  • indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrut­turazione.

5) NUOVO REGIME FISCALE FORFETARIO – commi da 54 a 89

Di seguito un’analisi del nuovo regime; tuttavia, prima di trattare l’argomento, si sottolinea che al momento il Governo sta valutando l’introduzione di emendamenti.
È istituito a partire dall’1/1/2015 un nuovo regime fiscale agevolato dedicato alle persone fisiche (esercenti attività d’impresa, arte o professione) che sostituisce e di fatto abroga l’attuale regime

  • delle nuove iniziative ex art. 13 Legge n.388/2000;
  • dei minimi ex art. 27 co. 1 e 2 D.L. n. 98/2011;
  • contabile agevolato ex art. 27, comma 3, D.L. n. 98/2011.

REQUISITI E CONDIZIONI DI ACCESSO/PERMANENZA
Il nuovo regime forfetario è applicabile a coloro che, nell’anno precedente, rispettano i seguenti requisiti:

  • ricavi/compensi (eventualmente ragguagliati ad anno) non superiori ai seguenti limiti, diversi a seconda del codice attività ATECO 2007:
    • 35.000,00 euro per industrie alimentari e delle bevande con codice attività 10 e 11 (coefficiente di redditività 40%);
    • 40.000,00 euro per commercio all’ingrosso e al dettaglio con codice attività 45, da 46.2 a 46.9, da 47.1 a 47.7, 47.9 (coefficiente di redditività 40%);
    • 30.000,00 euro per commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande con codice attività 47.81 (coefficiente di redditività 40%);
    • 20.000,00 euro per commercio ambulante di altri prodotti con codice attività 47.82 e 47.89 (coefficiente di redditività 54%);
    • 15.000,00 euro per costruzioni e attività immobiliari con codice attività 41, 42, 43, 68 (coefficiente di redditività 86%);
    • 15.000,00 euro per intermediari del commercio con codice attività 46.1 (coefficiente di redditività 62%);
    • 40.000,00 euro per attività dei servizi di alloggio e di ristorazione con codice attività 55 e 56 (coefficiente di redditività 40%);
    • 15.000,00 euro per attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi con codice attività da 64 a 66, da 69 a 75, da 85 a 88 (coefficiente di redditività 78%);
    • 20.000,00 euro per tutte le altre attività con codice attività da 01 a 03, da 05 a 09, da 12 a 33, da 35 a 39, da 49 a 53, da 58 a 63, da 77 a 82, 84, da 90 a 99 (coefficiente di redditività 67%);
  • spese sostenute per lavoro accessorio, lavoro dipendente, collaborazioni, ecc. complessivamente non superiori a 5.000,00 euro lordi;
  • costo complessivo, al lordo degli ammor­tamenti, dei beni mobili strumentali al 31/12 non superiore a 20.000,00 euro (sono inclusi i beni in leasing, in locazione, noleggio e comodato, il 50% dei beni detenuti in regime d’impresa, arte o professione utilizzati promiscuamente, compresi quelli a deducibilità limitata come mezzi di trasporto e telefonia, mentre non vanno considerati i beni immobili né i beni di costo unitario non superiore a 516,46 euro);
  • redditi conseguiti nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo prevalenti rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipenden­te e assimilati. Tale condizione non va verificata in caso di rap­porto di lavoro cessato o se la somma dei redditi d’impresa, di arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non è superiore a 20.000,00 euro.

Preme sottolineare che, a differenza dei “vecchi” regimi agevolati abrogati dal nuovo regime forfetario, l’accesso al nuovo regime non è riservato soltanto ai soggetti che intraprendono una nuova attività.

L’utilizzo del nuovo regime è inoltre precluso per i soggetti che si trovino nelle seguenti situazioni:

  • si avvalgono di regimi speciali IVA o di regimi forfetari ai fini della determinazione del reddito;
  • non sono residenti nello Stato italiano, ad eccezione dei residenti in uno degli Stati UE o aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che produ­cano in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto;
  • effettuano, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • esercitano attività di lavoro autonomo o d’impresa in forma individuale e, contestualmente, partecipano a società di persone/associazioni professionali/srl in regime di trasparenza.

DURATA DEL REGIME
Il regime è un regime “naturale”, a meno di esplicita opzione per il regime ordinario (con vincolo di permanenza triennale): può essere applicato fino a quando se ne possiedono i requisiti d’ac­cesso o si verifica una delle condizioni di esclusione. In tali casi, il regime cessa di trovare applicazione dall’anno successivo a quello in cui si verifica l’evento.

DETERMINAZIONE DEL REDDITO
Il reddito è determinato forfetariamente applicando il coefficiente di redditività previsto per la propria attività (dal 40 al 86%, come evidenziato in precedenza) all’ammontare dei ricavi/compensi percepiti.
Dal reddito imponibile così determinato possono essere analiticamente dedotte le seguenti spese:

  • i contributi previdenziali versati;
  • le perdite fiscali generatesi nei periodi d’imposta anteriori all’accesso al regime, secondo le regole del TUIR.

Sul reddito netto si applica un’imposta pari al 15%, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP.
Il versamento è effettuato negli stessi termini e con le medesime modalità previste per i versamenti IRPEF.

BENEFICI PER LE NUOVE ATTIVITA’
Per i soggetti che avviano ex novo un’attività è prevista un’ulteriore agevo­lazione per i primi tre anni di attività: la riduzione di 1/3 del reddito imponibile.
Il beneficio è concesso soltanto a patto che:

  • il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’at­tività, un’attività artistica, professionale ovvero d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prose­cu­zione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro di­pen­dente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • qualora venga proseguita un’attività svolta in precedenza da un altro sog­getto, l’ammontare dei ricavi/compensi del periodo d’impo­sta precedente non sia superiore ai limiti reddituali previsti per quell’attività sulla base della classificazione ATECO.

ULTERIORI CARATTERISTICHE DEL NUOVO REGIME
Ritenute d’acconto
Ricavi e compensi non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta: per evitare l’assoggettamento a ritenuta, i contribuenti devono rilasciare ap­po­sita dichiarazione dalla quale emerga che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto all’imposta sostitutiva del 15%.

Semplificazioni in materia di imposte dirette
I soggetti che aderiscono al nuovo regime sono esonerati:

  • dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili, pur persistendo l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi;
  • dall’operare le ritenute alla fonte;
  • dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri.

Disciplina ai fini IVA
I soggetti che aderiscono al nuovo regime:

  • non addebitano l’imposta a titolo di rivalsa sulle fatture, sugli scontrini o sulle ricevute fiscali emessi;
  • non posso detrarre l’imposta sugli acquisti di beni e servizi;
  • mantengono la soggettività passiva ai fini IVA e, conseguentemente, sono tenuti ad assolvere l’imposta in relazione a quelle operazioni pas­sive per le quali assumono la qualifica di debitori d’imposta, emet­tendo autofattura o integrando la fattura ricevuta con l’in­di­cazione dell’aliquota e della relativa imposta e versando l’imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effet­tua­zione delle operazioni (ad esempio gli acquisti intra­comunitari).
  • beneficiano dei seguenti esoneri:
  1. liquidazione e versamento dell’imposta;
  2. registrazione delle fatture emesse, degli acquisti e dei corrispettivi;
  3. tenuta e conservazione di registri e documenti, salvo per le fatture di acqui­sto, le bollette doganali di importazione e i documenti emessi per certificare i corrispettivi;
  4. dichiarazione e comunicazione annuale;
  5. comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “spe­sometro”);
  6. comunicazioni “black-list”;
  7. certificazione dei corrispettivi qualora svolgano attività quali cessione di tabacchi, giornali, carburanti.

Regime contributivo agevolato opzionale
A favore dei soli contribuenti esercenti attività di impresa che fruiscono del regime forfetario, è riservata la possibilità di beneficiare di una particolare agevolazione ai fini previdenziali, che consente di determinare i contributi dovuti:

  • applicando le consuete aliquote contributive previste per le Gestioni degli artigiani e commercianti sul reddito dichiarato;
  • senza considerare il livello minimo imponibile previsto ai fini del versamento dei contributi dall’art. 1 co. 3 della L. 2.8.90 n. 233.

L’utilizzo dell’agevolazione contributiva – le cui modalità operative dovranno essere definite congiuntamente da Agenzia delle Entrate e INPS entro 60 giorni dall’1.1.2015 – è condizionata alla presentazione di un’apposita comunicazione telematica da trasmettere entro il 28 febbraio dell’anno di decorrenza dell’agevolazione.

PASSAGGIO FRA REGIMI AGEVOLATI E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA
Come già specificato, a decorrere dal 2015 sono abrogati il regime delle nuove iniziative produttive, il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile (regime dei minimi) ed il regime agevolato c.d. “ex-minimi”.
Gli aderenti a tali regimi passano “automaticamente” al nuovo regime forfetario.
Inoltre, in caso di inizio attività da meno di tre anni, i soggetti che nel 2014 fruivano del regime di vantaggio o del regime delle nuove iniziative produttive e che, dal 2015, soddisfano tutti i requisiti del nuovo regime forfe­ta­rio, applicano automaticamente la ridu­zione ad 1/3 del reddito forfetario per i periodi d’imposta che residuano al compimento del triennio.
Nonostante l’abrogazione, il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile con imposta sostitutiva al 5% (regime dei minimi) può continuare ad essere applicato fino a scadenza naturale dai soggetti che già lo applicavano nel 2014; è in ogni caso possibile optare per l’applicazione del nuovo regime forfetario.

 

6) RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI – commi 626 e 627

La Finanziaria 2015 riapre la possibilità di rideterminare il costo o valore fiscale di acquisto

  • delle partecipazioni non quotate in mercati regolamentati;
  • dei terreni edificabili/agricoli posseduti;

al di fuori del regime d’impresa, alla data del 1° gennaio 2015, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze latenti con il versamento di un’imposta sostitutiva.
Per effettuare la rivalutazione sarà necessario, entro il termine del 30.6.2015, che:

  • un professionista abilitato rediga ed asseveri la perizia di stima;
  • il contribuente interessato versi per intero l’imposta sostitutiva del 4% sulle partecipazioni non qualificate o dell’8% sulle partecipazioni qua­lifi­ca­te e sui terreni, oppure la prima delle tre rate annuali di pari importo previste in caso di rateizzazione.

7) ESTENSIONE REVERSE CHARGE – commi 629, lett. a), 631 e 632

Si estende il meccanismo di assolvimento dell’IVA c.d. del “reverse charge” a:

  • prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici;
  • trasferimenti di quote di emissioni di gas a effetto serra;
  • trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE;
  • trasferimenti di certificati relativi al gas e all’energia elettrica;
  • cessioni di gas e di energia elettrica ad un soggetto passivo rivenditore di cui all’art. 7-bis co. 3 lett. a) del DPR 633/72;
  • cessioni di beni, anche tramite commissionari, effettuate nei confronti di ipermercati, supermercati e discount alimentari (l’entrata in vigore della norma che dispone il “reverse charge” è subordinata a una specifica autorizzazione da parte del Consiglio Europeo);
  • cessioni di bancali in legno (pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo.

DECORRENZA
Il meccanismo del “reverse charge” si applica a partire dall’1.1.2015 per le operazioni di cui sopra relative al settore edile, al settore energetico e al commercio di pallet.

DURATA
Il “reverse charge” per le operazioni relative al settore energetico si applica per un periodo di quattro anni, vale a dire dall’1.1.2015 al 31.12.2018.

8) “SPLIT PAYMENT” – commi 629 lett. b) e c), 630, 632 e 633

Per effetto dell’introduzione del nuovo art. 17-ter DPR 633/1972, è previsto a decorrere dall’1.1.2015 un particolare meccanismo di assolvimento dell’IVA (c.d. “split payment”) per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi nei confronti dello Stato e degli enti pubblici.
In particolare:

  • l’ente pubblico destinatario della cessione di beni/prestazione di servizi corrisponde al fornitore il solo corrispettivo al netto dell’IVA addebitata in fattura (la base imponibile);
  • l’IVA relativa è accre­ditata dall’ente in un apposito conto corrente vincolato, attraverso il quale verrà acquisita direttamente dall’Erario (sarà dunque l’ente a versare l’IVA direttamente all’Erario).

AMBITO APPLICATIVO
Rientrano nel nuovo regime le fatture emesse nei confronti di:

  • Stato;
  • organi dello Stato, ancorché dotati di personalità giuridica;
  • enti pubblici territoriali e i consorzi tra essi costituiti ex art. 31 del DLgs. 267/2000;
  • Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura;
  • istituti universitari;
  • aziende sanitarie locali;
  • enti ospedalieri;
  • enti pubblici di ricovero e cura avente prevalente carattere scientifico;
  • enti pubblici di assistenza e beneficienza;
  • enti pubblici di previdenza.

DECORRENZA
Lo “split payment” si applica alle operazioni fatturate a partire dall’1.1.2015, per le quali l’esigibilità dell’imposta si verifichi successiva­men­te a tale data (comunicato Min. Economia e Finanze 9.1.2015 n. 7).
Per i contribuenti interessati sarà prevista la possibilità di richiedere in tutto o in parte il rimborso di eventuali eccedenze di crediti IVA (annuali/trimestrali) dovute al nuovo regime.

9) NUOVO RAVVEDIMENTO OPEROSO – commi da 634 a 640

La Finanziaria 2015 ha modificato sensibilmente l’istituto del ravvedimento operoso ex art. 13 D. Lgs. n. 472/97, operando tra l’altro una netta distinzione fra tributi amministrati o meno dall’Agenzia delle Entrate.
Per quanto riguarda i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, il nuovo comma 1-ter del citato art. 13 stabilisce che il ravvedimento non è più precluso dall’inizio di un controllo fiscale, ma solo dalla notifica dell’avviso di accertamento o di liquidazione del tributo, oppure delle comu­ni­ca­zioni bonarie emesse a seguito di liquidazione automatica/controllo formale della dichiarazione (nuovo comma 1-ter del citato art. 13).
In tema di sanzioni, la nuova lettera a-bis) dell’art. 13 stabilisce che per tutte le violazioni ravvedibili (con l’eccezione dell’omessa dichiarazione e a prescindere dall’ente titolare del potere imposi­tivo) se l’errore o l’omissione vengono sanati entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione o, quando non è prevista una dichiarazio­ne periodica, entro 90 giorni dalla commissione della violazione, la ridu­zione della sanzione è pari a 1/9 del minimo.
Di fatto, la riduzione delle sanzioni potrà essere pari:

  • limitatamente alle violazioni sui versamenti e per tutti i tributi, a 1/10 del minimo se il ravvedimento avviene entro 30 giorni dalla scadenza, con riduzione a 1/15 per giorno di ritardo se questo non è superiore a 14 giorni;
  • per tutti i tributi, a 1/9 del minimo, se il ravvedimento avviene entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione o, quando non è prevista una dichiarazione periodica, da quando è stata commessa la violazione;
  • per tutti i tributi, a 1/8 del minimo, se il ravvedimento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui la violazione è stata commessa o, quando non è prevista una dichiarazione periodica, entro un anno dalla violazione;
  • solo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, a 1/7 del minimo, se il ravvedimento avviene entro il termine per la presentazione della dichia­razione relativa all’anno successivo a quello in cui la violazione è stata commessa, o, quando non è prevista una dichiarazione periodica, entro due anni dalla violazione (nuova lettera b-bis) dell’art. 13);
  • solo per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, a 1/6 del minimo, se il ravvedimento avviene oltre il termine per la presentazione della dichiara­zione relativa all’anno successivo a quello in cui la violazione è stata commessa o, quando non è prevista una dichiarazione periodica, oltre due anni dalla violazione (nuova lettera b-ter) dell’art. 13);
  • per tutte le violazioni con l’eccezione di talune fattispecie relative agli scon­trini fiscali/ricevute fiscali ovvero all’omessa istallazione del registratore di cassa, a 1/5 del minimo se il ravvedimento avviene dopo il ver­bale di constatazione (nuova lettera b-quater) dell’art. 13).

DECORRENZA
Trattandosi di una norma di tipo procedimentale, dovrebbe trovare applicazione anche alle violazioni commesse negli anni antecedenti (a meno che non sia stato già notifi­cato l’atto impositivo).

10) DICHIARAZIONE IVA – comma 641

Con la modifica del DPR n. 322/98 è previsto, a decorrere dal periodo d’imposta 2015, che:

  • la dichiarazione annuale IVA non potrà più essere presentata nell’ambito del modello UNICO
  • dovrà essere presentata autonomamente entro il mese di febbraio.

Contestualmente, è eliminato l’obbligo di presentazione della comunica­zio­ne annuale dati IVA.
Rimangono invece immutati gli adempimenti previsti per il periodo d’imposta 2014 (Comunicazione Annuale dati IVA 2015 e Dichiarazione IVA 2015).

Scarica la circolare

Circolare n. 3 – Le novità fiscali della legge di stabilità 2015

 

Le novità fiscali della legge di stabilità 2015